Pallapugno Serie A, finale ritorno: Max Vacchetto è campione d’Italia per la 9ª volta
Subalcuneo 11
Nocciole Marchisio 10
Cortemilia. Si è decisa al 21º gioco la gara di ritorno della finalissima del 104º campionato nazionale di Serie A della FIPAP (Federazione Italiana Pallapugno – Pallone Elastico), dopo 4 ore e 15 minuti di gioco, al nuovo sferisterio comunale di Cuneo intitolato a “Francesco Capello” (storico presidente della Subalcuneo per 16 anni, dal 1995 al 2010) ed ha rivinto la Subalcuneo. Per i bianco rossi è il 15º tricolore, per capitan Massimo Vacchetto è il 9º campionato vinto, in 13 finale disputate, e in questa classifica è dietro solo all’immenso Felice Bertola fermo a 12. L’ultimo scudetto della Subalcuneo risaliva al 2018 con Federico Raviola e Paolo Danna.
Sferisterio gremito con oltre 700 persone, sabato pomeriggio 17 ottobre (inizio ore 14,30) per l’incontro che opponeva i padroni di casa dell’Acqua San Bernardo Subalcuneo di capitan Massimo Vacchetto ai giallo verdi della Nocciole Marchisio Cortemilia di capitan Marco Battaglino.
Una gara che ha fatto spellare le mani ai presenti, per le giocate dei giocatori, per l’intensità ed in alcuni momenti, specialmente nella seconda parte, anche la drammaticità, con ben 5 protagonisti che hanno dovuto fare ricorso ai fisioterapisti.
Ad arbitrare l’incontro è stata designata Giulia Viada di Diano d’Alba, coadiuvata da Davide Grosso di Peveragno e Stefano Castellotto di Montaldo Roero; una terna arbitrale giovane, 94 anni in tutto.
Prima dell’inizio della gara il soprano cuneese Serena Garelli ha cantato l’inno della Subalcuneo, da lei stessa composto e musicato, più di 10 anni fa, e dopo l’inno nazionale.
Tribuna autorità gremita, dal presidente della Fipap on. Enrico Costa, dal suo vice e assessore della Regione Liguria Marco Scajola, dal presidente della provincia di Cuneo Luca Robaldo e dal suo vice Massimo Antoniotti, dal sindaco di Cuneo sen. Patrizia Manassero, dal sindaco di Alba Alberto Gatto, dal presidente del Gal Langhe Roero Leader Massimo Gula, Sandro Magliano in rappresentanza della Banca d’Alba e Renato Sevega della Siscom, sponsor ufficiali del campionato di Pallapugno, infine numerosi consiglieri federali, presidenti e rappresentati della società pallonistiche.
Queste le squadre in campo
Subalcuneo, presidente Agostino Toscano, ha giocato: con Massimo Vacchetto, spalla Davide Devalle ed i terzini: al muro Enrico Rinaldi e al largo Gabriele Bianco, 5º giocatore Emanuele Cavallo; direttore tecnico Giuliano Bellanti e Mattia Dho.
Nocciole Marchisio Cortemilia, presidente Luigina Bo Castelli, sono scesi in campo: con Marco Battaglino, la spalla Federico Gatto, i terzini, Francesco Rivetti al muro e Marco Parussa al largo, 5º giocatore Fabio Marchisio, Tommaso Balbiano, direttore tecnico Gianni Rigo, preparatore atletico Diego Roveta.
Partono forte i padroni di casa che vanno sul 3 a 1, reazione della Nocciole Marchisio Cortemilia ed è 3 pari, poi 4 a 3, 4 pari, e al riposo si va sul 5 pari, con i giochi lottati, alle 16,30.
Dopo il riposo, i più dei presenti pensavano ad un decollo dei padroni casa, ma sono invece gli ospiti che paiono più pimpanti che dopo il 6 a 5, allungano sino al 6 a 9. Max avverte crampi e si sottopone ai massaggi del fisioterapista, poi tocca al terzino al largo Bianco, e al muro Rinaldi. Un problemino anche per Rivetti.
Ma sul 9 a 6, due errori di Battaglino e uno di Parussa, consentono il recupero di Vacchetto, ripresosi dai crampi, e si va sul 9 pari. Max superato il momento di crisi è determinato, mentre Marco è calato e nel cercare di indietreggiare e ribattere un pallone dal ricaccio, si accascia, l’arbitro non lascia entrare il fisioterapista e qui l’extraterreste Max, chiama l’arbitro, per consentire l’intervento del fisioterapista per il suo rivale amico e tifoso, Marco, che riprende.
Ancora un gioco per Battaglino, poi il pari di Vacchetto, che chiude l’ultimo gioco 40 a 0.
Applausi di tutti i presenti per vincitori e vinti, che paiono sfiniti, che hanno bruciato tutte le loro risorse psicofisiche. Saluti e abbracci tra i protagonisti, particolarmente lungo tra Max e Marco, entrambi roerini. E poi inizia la festa per i bianco rossi della Subalcuneo e la premiazione.
Cosa ha detto la conclusione di questo campionato
Massimo è un “extraterreste”, che dall’alto della sua eccelsa classe, può arrivare ad insidiare il trono del mitico Felice, che dopo aver vinto la Coppa Italia 2026 superando il fratello Paolo, capitano del Gottasecca, ha stravinto anche il campionato, dove il solo Battaglino gli ha reso la vita particolarmente difficile, come mai nella stagione, nella finale di ritorno.
Marco ha disputato una grande stagione, dopo due infortuni che lo hanno tenuto fermo per sette gare, che dopo questa sua prima finale, c’è e ci sarà anche in futuro unitamente al fratello Paolo, gli unici in grado di contrastarlo e che nei prossimi anni, ancora questi tre giocatori, saranno in grado di correre e aggiudicarsi titoli.
Oggi, le due società più blasonato sono la Subalcuneo e la Nocciole Marchisio Cortemilia. Ora ci si ferma, e si pensa al campionato 2027, con la maggior parte delle squadre di gran lunga già più che imbastite.
G.S.
Ulteriori dettagli su L’Ancora di domenica 25 ottobre, n. 39, in edicola e in abbonamento da giovedì 2 ottobre














































