Nuove piante nel parco del castello

Campo Ligure. Nella giornata di mercoledì 22, il personale della ditta Agrifor snc, che h sede in quello che era il vivaio forestale della ex comunità montana, ha provveduto alla messa a dimora di nuove piante, nel parco del castello, in sostituzione delle conifere tagliate questo inverno. Queste ultime avevano ormai raggiunto delle altezze tali ed una dimensione dei rami talmente lunga che avrebbero costituito un pericolo per i passanti che si fossero trovati a transitare al di sotto di loro. Avendo, oltretutto, questo tipo di alberi, le radici a fittone, cioè con ridotte diramazioni laterali che possono aumentarne la stabilità, in caso di forti raffiche di vento avrebbero, addirittura, potuto cadere arrecando possibili gravi danni al vicino edificio del “Convento”. Come si può notare dalla foto allegata, un paio di queste avevano il tronco malato e svuotato all’interno. Anni or sono, a seguito di un’abbondante nevicata, alcuni rami, gravati dal peso, si sono spezzati precipitando sulla sede stradale. Fortunatamente in quel momento non passavano ne’ auto ne’ pedoni per cui non ci sono state conseguenze. Ma parliamo ora delle nuove essenze che sono state impiantate. Si tratta di piante tipiche della vegetazione mediterranea e collinare che si trovano in natura anche nelle nostre zone. Un paio di “acero campestre”, piccolo albero che può raggiungere un’altezza compresa tra i 7 e i 12 metri e che cresce dal livello del mare fino all’inizio della faggeta. Arbusti di “cotone aster” utili tra l’altro a tenere lontane le vespe, che con i loro frutti colorati (principalmente rossi o arancio), costituiscono un’attrazione gastronomica per gli uccelli ed estetica per noi umani. Inoltre, con il loro andamento ricadente, sono utili per ricoprire e tappezzare le scarpate. Diverse piante di “agrifoglio” che nella loro forma a siepe sono state piantate al bordo con la proprietà privata confinante ed in quella a cespuglio sono state collocate sparse per tutto il sito. Questa è anche considerata, per eccellenza, la “pianta di Natale” perché, già prima dell’avvento del Cristianesimo, era utilizzata come decorazione per le abitazioni nei festeggiamenti per la rinascita del sole al solstizio d’inverno. Ultima dell’essenze messe a dimora il “coryllus avellana”, molto più comunemente conosciuto come “nocciolo”, per colmare i vuoti che, con il tempo, si sono prodotti nella siepe che delimita il parco dal lato verso via Convento, oggetto di una drastica potatura. Così tar qualche anno si potranno tornare a raccogliere i saporiti frutti che queste piante producono. Ora non ci resta che sperare che tutto ciò non sia abbandonato a se stesso ma sia oggetto di attenta, costante manutenzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.