Corale Santa Cecilia

Corale Santa Cecilia: un concerto per i 70 anni

Acqui Terme. Dopo il Corpo Bandistico Acquese (ripetutamente), ma anche le formazioni classiche (dai Solisti dei “Berliner” all’Orchestra Sinfonica Cinese ospite a gennaio 2017), dopo le voci e la band del musical Ielui di Enrico Pesce (per il decennale) sarà un coro a testare, con pianoforte e solista, le qualità specifiche (e in dimensione rigorosamente acustica) del Pala Congressi dei Bagni.

Sabato 20 maggio, con inizio alle 21.30, il concerto del sodalizio corale dell’Associazione “Santa Cecilia”. Con le voci, la soprano Elena Bakanova, Simone Buffa al pianoforte, e Paolo Cravanzola, direttore.

Un concerto che non manca di guardarsi indietro, e di omaggiare un passato lontano.

Mémoires

“I più celebri cori, le più celebri arie dei più grandi compositori della Storia musicale saranno riascoltati nell’accurata esecuzione di un complesso interamente cittadino, che ha voluto offrire un saggio delle alte possibilità tecniche raggiunte dalla nostra città”: così sta scritto in calce ad una locandina che riteniamo fortemente ispiratrice del prossimo concerto. Allora ben tre solisti (Adriana Bogella, Roberto Carletti e Bruno Pronzato, rispettivamente soprano, baritono e tenore) e gli strumenti. Al Teatro Ariston. Anno 1958.

Al PalaCongressi, tra poco, una voce avvezza a palcoscenici di fama come quella di Elena Bakanova, e il pianoforte, ad accompagnare, Simone Buffa (collaudato da esibizioni solistiche e da camera) che è una sicura garanzia.

Ma soprattutto, dopo quasi 60 anni, “tanti ritorni”: era stato l’Allelujah di Händel a chiudere quel concerto,

E lo stesso brano aprirà la serata del 20 maggio. Che, dopo le esecuzioni del Laudate Dominum K339 di W.A. Mozart, virerà sì verso il Da nobis pacem di Felix Mendelssohn e le pagine di Gabriel G. Fauré (Ave verum corpus per voci femminili e il Cantique de Jean Racine). Ma poi per tornare ad una triade annunciata dalla vecchia locandina: “Presso il fiume stranier” di Charles Gounod e all’amatissimo Verdi de I lombardi. Ovviamente con “Gerusalem! Gerusalem!” e con “O Signore dal tetto natio”. E poi con Nabucco, con “Gli arredi festivi” che nel 2017 sostituiscono il “Va pensiero” 1958.

Troppe le coincidenze, per non pensare ad un concerto, 60 anni fa, in certo qual senso eletto a matrice.

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Ma anche con ulteriori apporti, rispetto a quello. Che daranno l’occasione alla solista di interpretare “La Vergine degli Angeli” de La forza del destin (con l’intervento delle voci maschili) e “O mio babbino caro” dal Gianni Schicchi pucciniano. Con la sua morbida e lineare melodia che viene subito da collegare a due canti “tradizionali” dell’arco alpino – come il friulano Ai preàt e come La montanara.

Elena Bakanova
Elena Bakanova

Chi canta come solista

Formatasi musicalmente presso il Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, conseguito il Diploma in Canto con il massimo dei voti e la Lode, Elena Bakanova si è perfezionata, tra gli altri,  con Renata Scotto e Mirella Freni.

Svolge una brillante attività artistica internazionale in Europa, Malta, Finlandia, Norvegia, America, Sud Africa e Russia presso le più prestigiose Istituzioni musicali e nei più affermati teatri lirici.

Ha pubblicato numerosi CD tra cui Rare Russian Songs, pubblicato a giugno del 2015 dalla prestigiosa rivista “Amadeus” nella formazione di “Duo Luoghi Immaginari” con la quale ha tenuto concerti in tutta Europa. E regolarmente ospite, con i suoi allievi, dei concerti “Antithesis”.

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