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La mostra dedicata a Romano Levi amanuense della grappa (VIDEO)

Acqui Terme. Venerdì 14 luglio è stato inaugurata, nelle sale d’arte di Palazzo Robellini (al primo piano), la mostra in onore di Romano Levi, grappaio “amanuense” di Neive.

E davvero artista e poeta fu questo personaggio, che anche un bel corredo di pubblicazioni (riviste e giornali), cimeli e immagini, permette di cogliere a tutto tondo negli ambienti prossimi alle cantine della nostra Enoteca.

200 le bottiglie in mostra (ma anche i cartoni che le contenevano sono stati personalizzati), con questo corpus – enologico e “minimo librario”, le etichette come frontespizio, o come “carte sciolte”… – raccolto da Adriano Benzi e Rosalba Dolermo, che si potrà visitare (con ingresso libero) sino al 3 settembre.

Nel segno della polisemia

Un po’ uno scriptorium medievale (ecco gli inchiostri, i pennini, le carte, le colle, e le infantili, semplici raffigurazioni, quasi il grado zero della miniatura).

E un po’ cantina, dalle vecchie botti, e dai piccoli grandi segreti, alla bianca – pura e immacolata – grappa dedicata (e il visitatore può solo immaginarne i profumi…).

E, infine, erboristeria, quasi che Severino di Sant’Emmeram, (il monaco vocato alle piante officinali dell’abbazia de Il nome della rosa) sia pronto a far capolino tra le sale, tra le ampolle che qui si sono trasformate in bottiglie di antica fattura. E con le erbe che, nella grappa alambicchi, trovano una trasparente dimora.

Il tutto all’insegna della instancabile ripetizione dei gesti. “Sessanta bottiglie di grappa, sessanta etichette, sessanta volte il gesto di imbottigliare, e poi tappare, e poi scrivere e colorare…”: questa la misura/capacità dell’alambicco di tre metri….

Il tempo ciclico dispensa sicurezze e tranquillità che lo svolgersi moderno dell’impetuosa linearità ha messo in crisi.

Qui si scolpisce una dimensione altra. Senza affanni.

E la pazienza dell’artefice si deve combinare con quella di chi aspira a qualche bottiglia.

E chissà che anche questa collezione di messaggi (nella bottiglia, sulla bottiglia…) non rappresenti un centone, un carme a figura, un articolatissimo acrostico

Un senso nascosto? Più d’uno, e molti?

***

Da un lato, ci sembra di capire, emerge l’importanza della dedizione al lavoro quotidiano. Osservando il precetto del “fai il tuo dovere”, che si carica di felicità quando è fonte di piacere.

E, allora, l’umiltà dei gesti lenti, sempre uguali (che potrebbero legarsi ad una zappa, a una roncola, ad una macchina da verderame con le cinghie, da collocare sulle spalle… e son cose che tutti abbiam visto sulle nostre colline) diviene il più nobile approccio alla vita.

Sull’altro lato una dimensione sorridente. Che in questo episodio, narrato a Palazzo Robellini, si può bene esemplificare.

La grappa… al moschino

E così, “c’era una volta” un visitatore tedesco che proprio non vuole andarsene dalla cantina di Romano Levi senza una bottiglia. E’ rimasta solo un minuta partita, difatti, in cui è andato ad annegare un insettino. Ma è quella grappa che l’acquirente vuole a tutti i costi. Romano si adegua: sull’etichetta scriverà “grappa con moschino”.

Ma non è finita: mesi dopo, un altro visitatore tedesco capita alla Cantina di Neive. “Anch’io volere grappa con moschino”.

“Ora la grappa è pronta, ma manca …la componente animale” si giustifica Romano. Ma l’altro insiste. Bisogna accontentarlo.

Ecco che l’etichetta viene vergata con la dicitura Grappa con moschino invisibile.

Un piccolo colophon

Anche Luigi Veronelli, gustata la grappa di Romano Levi, osservate le bottiglie, ricorre ad un libro. E ad un autore – Daniello Bartoli – che fu tra le fonti di Alessandro Manzoni (per I promessi).

“Artefice chi prende rozzi tronchi e informi per lavorare una statua; vetri vilissimi per mutargli [sic] in diamanti; stille di semplice rugiada per farne perle”.

Stille e gocce anche dall’alambicco.

Piccole trasformazioni, piccole alchimie. Ma indispensabili.

Quando visitare

Le aperture (ad esclusione del lunedì) della mostra monografica dedicata a Romano Levi, artista e poeta sono in programma in tutti gli altri giorni della settimana, dal martedì a domenica, dalle 10 alle 12, e dalle 15.30 alle 19.

Il ricco catalogo a colori, prodigo di contributi critici, è disponibile in mostra.

G.Sa

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