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Il saluto al vescovo del Vicario generale mons. Paolino Siri (VIDEO)

«Eccellenza reverendissima Mons Pier Giorgio Micchiardi,

Nelle recenti celebrazioni del giubileo dei 950 anni della Cattedrale lei ha usato ripetutamente una felice espressione “questa storia di amore lunga 950 anni”, riferita alla storia gloriosa e antica della nostra chiesa locale. In questa storia di Chiesa lei ha vissuto come vescovo 17 anni.

Mi piace, però collocare quest’espressione all’interno di un’altra espressione ancora più ampia che è “la meravigliosa Storia della Salvezza” nella quale siamo stati inseriti nel Signore Gesù e che, narrata nella Sacra Scrittura, ci è proposta della Chiesa.

Collego queste due espressioni, in questo giorno di saluto pubblico e ufficiale a lei, vescovo emerito, di questa nostra chiesa di Acqui, per lodare il Signore, per ringraziare lei e per salutarla.

Proprio la Storia della Salvezza ci ha manifestato l’immensa storia di amore di Gesù Cristo che si è fatto uomo e si è legato in un vincolo indissolubile all’umanità tanto da diventare uomo ed ha offerto la sua vita sulla croce nelle nozze di sangue. Anche la vita del vescovo si può leggere come l’unione con una Chiesa che lo vede e lo ha: sacerdote, pastore e guida; con una chiesa a cui il vescovo è stato ed è legato per sempre. Perché pur avendo terminato il suo ufficio pastorale in diocesi, lei resta sempre incardinato nel clero diocesano acquese in un legame sacramentale che va oltre il nostro modo umano di vedere di pensare e di scandire i tempi.

Il nostro saluto è oggi un saluto riconoscente e affettuoso di persone che con lei hanno camminato 17 anni nella fede, seguendo il suo lavoro di pastore soprattutto attraverso le lettere pastorali, il contatto con i sacerdoti e la presenza tra la gente.

Il nostro saluto esprime il ringraziamento e la richiesta al Signore di una ricompensa per tutte quelle croci che lei ha abbracciato per amore del Signore e per amore della Chiesa che le è stata affidata.

Il nostro saluto esprime cordialità, affettuosità, vicinanze fraterna per la sua umanità vera, profonda e così vicino a tutti i suoi fedeli, soprattutto ai sacerdoti.

La nostra preghiera esprime al Signore il desiderio di una vicinanza che ancora si protrae e che per tanti di noi non si potrà dimenticare. La storia di amore e della nostra chiesa locale continuerà così come il Signore la progetta per noi. E continuerà anche la sua personale storia di amore nel ministero che svolgerà nella sua natia Carignano e nella sua diocesi di origine di Torino.

Come suo primo collaboratore, vicario da lei scelto, esprimo il grazie profondo a nome di tutta la diocesi. Esprimo la lode al Signore per questo tempo di attività intensa e profonda di 17 anni da lei profusa. Alzo con lei gli occhi alla croce del Signore Gesù aspettando la risurrezione, perché “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” ( Gv 15,13). E non c’è gioia più grande che riceverla, poi, trasformata nella risurrezione.

Gesù risorto sia la sua gioia, la sua consolazione. Sia la sua ricompensa e la sua speranza.

Maria, madre di Gesù Salvatore che in questa Cattedrale veneriamo Assunta, resti per lei il segno più bello di consolazione e di sicura speranza nel tratto di quella storia di amore che lei continuerà fisicamente lontano da noi ma ancora inserito nel clero diocesano.

San Guido, che lei tanto ha amato, accompagni questo suo, questo nostro cammino in questa storia d’amore della Chiesa di Acqui».

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