Acqui Terme

La situazione del commercio nei piccoli centri acquesi

Franco NovelloAcqui Terme. “Ora più che mai è sotto gli occhi di tutti la situazione dei centri storici delle città e delle difficoltà in cui sopravvivono i negozi tradizionali, assediati da un’overdose di grande distribuzione, dal commercio online, dalla crisi e dai cambiamenti di gusti ed abitudini dei consumatori.

Pertanto si rende necessario avviare una riforma della legge sul commercio che veda protagoniste tutte le forze politiche per cambiare l’attuale normativa di anarchia, che serve solo per fare gli interessi dei grandi Player” – commenta Manuela Ulandi, Presidente provinciale Confesercenti.

“Uno degli obiettivi fondamentali della liberalizzazione era garantire una maggiore concorrenza delle imprese. Di fatto si è ottenuto il risultato opposto, favorendo solo centri commerciali, supermercati ed outlet. Le grandi imprese che operano solo su internet (Dot Com), quali Amazon, E-bay, Expedia, Alibabà (Cina) solo per citarne alcune, regnano incontrastate sul web e solo il 4% rimane al comparto del retail.

Sovente le multinazionali hanno le sedi legali nei paradisi fiscali nei quali si rifugiano, evitando di contribuire con la giusta quota di tasse al funzionamento di servizi pubblici per tutti i cittadini.

Ancora una volta la diseguaglianza con noi piccoli imprenditori tartassati e vessati da qualunque tipo di balzello crea un divario in termine di sopportazione e di capacità competitiva” – dichiara Franco Novello, Presidente  Confesercenti, zona di Acqui Terme.

 

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