Ovada

Biglietteria ferroviaria, più chiusura che apertura mentre continua la raccolta firme

 Ovada. La biglietteria della Stazione Centrale pare abbia i giorni contati, anche se continua la raccolta firme da parte del Comitato difesa trasporti Valli Stura ed Orba  per mantenerla.

Gli ovadesi e gli abitanti della zona hanno risposto alla grande all’appello e ad oggi sono più di 1200 le firme raccolte tra la popolazione.

Ma a quanto trapela, sembra che neanche le firme possano garantire il mantenimento della biglietteria ferroviaria, un servizio non solo importante per tutti ma indisensabile per chi, anziano o non avvezzo ai distributori automatici, fa fatica ad assicurarsi il biglietto se non passando dallo sportello.

Sta di fatto che l’impiegata dello sportello in estate andrà in pensione ed il dubbio che serpeggia da mesi è se sarà sostituita o meno. Ad oggi pare che siano molte le probabilità che lo sportello chiuda in quanto l’impiegata non verrebbe più rimpiazzata.

Nella mattinata del 24 maggio così dichiarava il sindaco Paolo Lantero: “Oggi, dopo alcuni tentativi, ho potuto sentire l’ing. Della Monica, direttore del trasporto regionale del Piemonte.

Ho rappresentato ancora una volta (lo abbiamo gia fatto come sindaci della zona con lettera) l’inaccettabilità di questa scelta, oltre che per la riduzione del servizio anche per una sorta di dignità che rivendichiamo. Mi sono permesso di dire che circa 50mila euro di costo annuali per un dipendente mi sembrava cifra abbordabile a fronte dei budget di Trenitalia. La risposta è stata vaga, sostenendo che il servizio viene reso attraverso molti punti vendita convenzionati e la sistemazione in Stazione di una nuova macchina erogatrice. Al di là di una gentilezza di forma, non si è espresso formalmente nè sulla chiusura nè sul mantenimento della biglietteria.

Io penso che, appena dopo la tornata elettorale (per ciò che mi riguarda sia nel caso di rielezione come nel caso opposto), dovremmo chiedere formalmente una risposta alla questione e se vi fosse risposta negativa, studiare qualche forma di protesta un po’ più forte, ad aggiungersi alla raccolta firme”.

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