CanelliValle Belbo

Stop ai cibi falsi: raccolte 1 milione e 100 mila firme

Canelli. 20.000 arrivano dall’Astigiano, per avviare l’etichettatura obbligatoria di tutti gli alimenti.

Con quasi 20.000 firme raccolte in provincia di Asti, Coldiretti e gli astigiani hanno offerto un importante apporto per la validazione della petizione europea Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo).

“Per chiedere alla Commissione dell’Unione Europea di estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti – spiega il direttore di Coldiretti Asti, Diego Furia – erano necessarie 1 milione di sottoscrizioni. Lo storico obbiettivo è stato centrato con 100 mila firme in più, raccolte in tutta Europa, ma con la decisiva mobilitazione degli italiani che hanno portato l’85% delle firme”.

Da notare come la petizione promossa da Coldiretti sia appena la settima a raggiungere l’obbiettivo del milione di firme, rispetto alle 48 presentate in 12 anni, cioè da quando l’Ice (Iniziativa dei Cittadini Europei) è stata istituita. Un traguardo tutt’altro che facile poiché, oltre a raccogliere il numero di sottoscrizioni prefissato, per essere valida la petizione deve anche superare una soglia minima di adesioni in almeno sette Paesi dell’Unione. Raggiungere l’obbiettivo è stato possibile anche grazie al sostegno di numerose organizzazioni e sindacati di rappresentanza al fianco di Coldiretti e di Fondazione Campagna Amica: dalla Fnsea (il maggior sindacato agricolo francese) alla Ocu (la più grande associazione di consumatori spagnola), da Solidarnosc (storico e importante sindacato polacco) alla Upa (l’Unione dei piccoli agricoltori in Spagna), da Slow Food a Fondazione Univerde, a Gaia (associazione degli agricoltori greci) a Green protein (Ong svedese), alle quali se ne sono poi aggiunte molte altre.

La consegna del maxi assegno è avvenuta in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio da parte del presidente nazionale Coldiretti, Ettore Prandini, e della delegata nazionale dei giovani agricoltori, Veronica Barbati, direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte.

La raccolta firme è durata esattamente un anno, infatti l’iniziativa dei cittadini europei (Ice) era stata autorizzata dalla stessa Commissione con la Decisione Nr. 2018/1304 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 244 del 28 settembre 2018 a firma del vice presidente Franz Timmermans.

È stato creato – sottolinea il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio – un vero e proprio fronte per la trasparenza. Ora, con la consapevolezza del milione di firme raccolte in tutti i Paesi, l’Unione Europea non potrà più tenere un atteggiamento incerto e contraddittorio sull’etichettatura, come ha fatto finora, obbligando a indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per i salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi e le marmellate, per il miele ma non per lo zucchero”.
L’obbiettivo di Coldiretti, ora suffragato dall’iniziativa di oltre un milione di cittadini, si prefigge di rendere obbligatoria l’indicazione del paese di origine per tutti gli alimenti trasformati e non trasformati in circolazione nell’Unione Europea, senza deroghe per i marchi registrati e le indicazioni geografiche. “L’etichettatura – rileva Furia – deve valere soprattutto per gli alimenti trasformati, con l’origine obbligatoria anche per gli ingredienti principali se hanno una provenienza diversa dal prodotto finale”.

La petizione chiede inoltre di migliorare la coerenza delle etichette, inserendo informazioni comuni nell’intera Unione per la produzione e i metodi di trasformazione, con lo scopo di garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare.

D’altra parte le indagini rilevano come questo obiettivo sia condiviso dalla maggioranza dei consumatori europei e dall’82% di quelli italiani che ritiene necessario superare le attuali politiche comunitarie sull’origine del cibo per contrastare un fenomeno, quello dei falsi e dei tarocchi, che solo all’Italia costa oltre 100 miliardi di euro all’anno nel mondo.

“Già oggi – conclude Reggio – grazie al continuo pressing esercitato da Coldiretti, l’Italia è all’avanguardia in Europa per aver introdotto l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di molti prodotti, mentre a livello europeo si è ancora fermi alla sola carne bovina, all’ortofrutta fresca, alle uova, al miele e ai funghi e tartufi spontanei”.

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