Ovada

Un giornalista tedesco in Enoteca Regionale ed il vino ovadese

Ovada. Giornalisti locali e produttori vitivinicoli hanno incontrato in Enoteca Stephen Maus, gionalista di Francoforte che scrive su “Il mondo del vino”, rivista di riferimento e di indirizzo del settore.

Dopo l’introduzione del presidente dell’Enoteca Mario Arosio, l’intervento di Maus: “Bisogna fare in modo di incuriosire la gente non solo per  il vino ma anche per il territorio e la città che lo produce”.

Maus torna spesso in Italia, è stato in Toscana, Veneto, Puglia e Sicilia. Del Piemonte conosce bene le realtà vitivinicole di Ovada, Dogliani e Diano d’Alba per il Dolcetto docg.

“Il vostro vino, se aspira ad avere successo anche all’estero, deve poter disporre di una sua riconoscibilità. Ovada è una realtà piccola, per questo occorre lavorare bene insieme  e confrontarsi anche tra zone diverse ma legate dalla stessa docg”. Ecco l’importanza di mettersi insieme e di far lavorare il Consorzio di tutela.

Ma i tedeschi conoscono il vino di Ovada? A valle dell’esperienza professionale dell’azienda di Romina Tacchino di Castelletto e della Ca’ del bric di Montaldo di Giuseppe Ravera, che da tempo hanno rapporti commerciali con la Germania, per farlo apprezzare bene il vino ovadese “deve avere un suo gusto caratteristico perché questo aiuta nella scelta”. Maus ha poi ripetuto più volte l’importanza dei “tannini” come marcatori naturali del vino ed i gusti fruttati che il Dolcetto d’Ovada assume in senso zonale.

Pier Ottavio Daniele, giornalista alassandrino, ha condotto il dibattito davanti ai produttori vitivinicoli locali, insieme ad esponenti del Gavi, del Dolcetto di Dogliani e di Diano d’Alba.

Maus ha insistito sulla riconoscibilità del binomio vitigno-territorio, sulla tipicità del vino e sui suoi tannini caratterizzanti, sui gusti fruttati, componenti importanti din un vino perché lo distinguono dagli altri.

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