Ovada

L’intuizione geniale di Guido Testore: una fabbrica di gru e il sollevamento

Ovada. Giovedì 28 novembre alla Loggia di San Sebastiano inaugurata la mostra sui 70 anni dell’Ormig e del sollevamento ad Ovada.

La mostra, realizzata da una collaborazione tra Comune, Accademia Urbense e la famiglia Testore-Aschero, consiste in 38 pannelli, contenenti diverse interessanti fotografie di generazioni di ovadesi che hanno lavorato in azienda. Resterà aperta sino a domenica 8 dicembre, tutti i giorni con orario 10,30-12,30 e 17-19.

All’inaugurazione, con la Loggia strapiena di gente, di autorità, di dipendenti dell’Ormig attivi ed in pensione, e con i nipoti di Guido Testore fondatore della fabbrica, Guido e Gian Paolo Aschero, il sindaco Paolo Lantero ha rimarcato “il senso di appartenenza” della direzione e delle maestranze dell’Ormig al territorio.

Il Vescovo diocesano mons. Luigi Testore, nipote del fondatore dell’Ormig, ha ricordato “le prime assunzioni di responsabilità proprio nell’ambito aziendale”.

Il presidente di Confindustria Alessandria Maurizio Miglietta ha esaltato “il genio imprenditoriale” degli anni ‘50 e ‘60, di cui ha fatto parte Guido Testore”.

Paolo Bavazzano ha ricordato due figure essenziali di quegli anni: “Mons. Fiorello Cavanna fondatore del Centro Professionale Arti e Mestieri e Guido Testore, che poi in fabbrica assumeva gli operai specializzati”.

Gemma Testore Aschero, figlia del fondatore dell’Ormig, è partita dall’idea geniale del padre dopo aver visto “un elefante” (una vecchia gru americana in un campo). Da lì “l’intuizione di fondare una fabbrica di gru e di pensare al solllevamento come parte integrante della ricostruzione dell’Italia” distrutta dalla guerra. “Oggi la fabbrica è impegnata anche in senso ecologico, con la produzione di gru elettriche.”

A lei l’Accademia Urbense ed il Comune hanno offerto due targhe, per 70 anni di attività industriale svolta ad Ovada e per il lavoro avuto da tanti ovadesi.

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