Acquese

“Orto condiviso: la terra di tutti”, un progetto di valorizzazione agricola ad Alice Bel Colle

Alice Bel Colle. Si dice che le idee davvero belle, una volta che sono realizzate, sembrino semplicissime. La storia che stiamo per raccontarvi, nel suo piccolo, fa probabilmente parte di questa categoria.

Metti un piccolo terreno di lato ad una casa preposta all’accoglienza, uno di quei triangoli di terra che possono essere percepiti come un bene comune o come una cosa di nessuno. Metti nove beneficiari adulti e minori dei progetti SAI (Sistema di accoglienza e integrazione) della provincia di Alessandria e comune di Alice Bel Colle. Metti la capacità progettuale di CrescereInsieme e la passione per la terra e il territorio degli operatori. Mescola tutto bene. Otterrai il progetto “Orto condiviso: la terra di tutti”.

Abbiamo chiesto agli operatori e alle operatrici della cooperativa di raccontarci a cosa serve questo progetto: “stiamo parlando di laboratori pratici e momenti esperienziali, che prevedono il coinvolgimento dei beneficiari e degli educatori, al fine di creare integrazione di gruppo”. Ma la finalità è ben più ampia che il semplice team-building: “Si tratta di attività in condivisione che hanno dimostrato efficacia nell’aumento della capacità relazionale e dello spirito collaborazione. La finalità è quella di prendersi cura insieme, beneficiari e operatori, di un bene di interesse comune, così come delle relazioni tra le persone che se ne occupano”.

Sempre da CrescereInsieme ci spiegano che l’impostazione dei percorsi di accoglienza è fortemente improntata all’autonomia e alla scoperta delle risorse personali di ogni beneficiario, anche per la spendibilità in ambito formativo, di tirocinio e professionale. Pertanto, il progetto dell’orto condiviso serve a sviluppare diversi tipi di competenze: sia relazionali (organizzazione del lavoro di gruppo e della suddivisione di compiti e turni, rispetto delle modalità di collaborazione altrui), sia tecniche (nozioni base di preparazione, semina/piantumazione, irrigazione, pulizia e raccolto di un orto).

A livello operativo, sono previsti incontri settimanali in cui il gruppo dei nostri “agricoltori solidali” si occuperà di tutto il percorso. Dalla presa di responsabilità, passando per l’aratura, la semina, etc fino al consolidamento della funzionalità dell’orto, che dovrà poi essere garantito con la manutenzione e la pulizia. Quando l’orto sarà completo, la regola sarà semplice “Chi collabora può attingere, il raccolto è per chi se ne prende cura, anche con un piccolo gesto”.

La riuscita finale sarà tanto la garanzia tangibile degli obiettivi concreti del progetto, quanto la testimonianza che l’incontro è fonte di generatività, creatività e vita.

Passate a sbirciare questo orticello, in via Madonna del Poggio, e se avete voglia di coltivare o contribuire, sarà un piacere ancora più moltiplicato.

Nelle prossime settimane vi aggiorneremo sulla crescita di queste piantine. E sulla cultura che questa coltura avrà reso possibile.

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