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Piano Straordinario Qualità Aria: rivedere misure per evitare blocco delle produzioni

Acqui Terme. “È importante ragionare sui temi che riguardano, a medio lungo periodo, la transizione ecologica, lo sviluppo energetico sostenibile e la mitigazione dell’impatto dell’attività agricola sulla sostenibilità ambientale, ma la priorità è quella di entrare nel merito dei contenuti rispetto al Piano Straordinario per la Qualità dell’Aria che impatta notevolmente su tutta l’agricoltura e, in modo particolare, sul comparto zootecnico, già provato anche dai rincari delle materie prime come soia e mais oltre che dalla chiusura altalenante della ristorazione a causa della pandemia. Oltretutto occorre evidenziare che negli ultimi 30 anni, proprio il settore zootecnico, è stato capace di ridurre del 23% le emissioni di ammoniaca in atmosfera ed ha dimostrato di riuscire a soddisfare i target di contenimento delle emissioni”.

Così il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco rispetto al “Tavolo regionale di coordinamento per l’implementazione delle strategie per la sostenibilità ambientale in agricoltura” che si è tenuto alla presenza del vicepresidente, Fabio Carosso, dell’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, e dell’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa.

“Le misure straordinarie, infatti, introdotte con la delibera dello scorso 26 febbraio, non tengono in considerazione gli aspetti fondamentali connessi al ciclo produttivo agricolo, rischiando, anzi, di compromettere la prossima campagna agraria, considerando che l’applicazione delle stesse è prevista riprenda dal prossimo 15 settembre – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. Oggi, quindi, deve essere una necessità prioritaria quella di rivedere tali misure, con specifico riferimento agli aspetti di maggiore criticità, poiché è imprescindibile una rivalutazione delle limitazioni per poter assicurare le produzioni piemontesi fondamentali per la catena alimentare in una fase già così già difficile dovuta all’emergenza sanitaria”.

Detto questo, è bene mettere in cantiere progettualità, favorite anche dal Recovery Plan, che mirino a ridurre, valutando tutti i fattori e concause, l’inquinamento atmosferico promuovendo progetti di economia circolare nel rispetto di una dimensione territoriale equilibrata.

“Dobbiamo individuare e rendere attuativi gli strumenti necessari per aiutare tutte le nostre aziende, a prescindere dalle caratteristiche, per affrontare il processo di innovazione e di maggiore sostenibilità e garantire omogeneità fra le Regioni del Bacino Padano delle misure sulla lotta all’inquinamento, assicurando l’efficienza dei risultati e salvaguardando la competitività delle imprese”, hanno concluso Bianco e Rampazzo.

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