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Coldiretti Piemonte – clima: servono interventi strutturali per affrontare cambiamenti climatici

Arriva la primavera dopo un inverno che dal punto di vista climatologico è stato più caldo di sempre in Italia, con una temperatura superiore di 2,19 gradi la media storica. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti in occasione dell’equinozio di primavera, sulla base dei dati Isac Cnr che rileva le temperature in Italia dal 1800. L’anomalia climatica è stata più evidente nel nord Italia dove la temperatura è stata superiore addirittura di 2,46 gradi la media mentre al centro è stata di +2,25 gradi e al sud di +2,01 gradi.

Anche il 2024 conferma dunque la tendenza al surriscaldamento dopo che lo scorso anno in Italia ha fatto segnare una anomalia climatica di +1,12 gradi rispetto alla media storica, ma che è stato anche accompagnato in Italia da una media di oltre 9 eventi estremi al giorno lungo la Penisola, tra grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore, gelate improvvise e tempeste di vento, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eswd.

Il caldo fuori stagione – fanno notare Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – stravolge i normali cicli colturali. L’agricoltura italiana è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli e tale obiettivo richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura 5.0 con droni, robot e satelliti. Alla luce di questo scenario, servono investimenti strutturali con progetti di lungo respiro ed un coordinamento tra gli enti preposti alla gestione idrica, attraverso un’attenta pianificazione, per efficientare ed incrementare la capacità complessiva di stoccaggio delle risorse idriche, attraverso l’impiego di fondi strutturali iniziando da quelli stanziati nell’ambito dello Sviluppo rurale”.

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